[Perché Manzetti]

 

Home 
chi era 
Le invenzioni 
Il telefono 
I  
Eldred 
Le dispute 
Perché Manzetti 
Contatti e link 
English version 
Version française 
Innocenzo Manzetti>Perché Manzetti

Innocenzo Manzetti

 

Quali sono le testimonianze che dimostrano

la priorità dell'invenzione di Innocenzo Manzetti?



1) Le testimonianze giornalistche

Essenziali sono i giornali del 1865. Mai fino ad allora era stata annunciata la possibilità concreta di trasmettere il suono della voce a distanza per mezzo dell’elettricità, nonché la pratica realizzazione di un apparecchio atto a renderla possibile. E la prima volta che la stampa parlò di questa scoperta  e della sua pratica sperimentazione fu per l’invenzione di Manzetti. Notizia che peraltro non restò racchiusa tra le montagne valdostane, ma che rimbalzò nelle cronache di tutto il mondo. Non poteva quindi trattarsi di un abbaglio di Manzetti, o di una sua pìa illusione, o di allucinazioni dei suoi amici...


2) L'ammissione di Meucci

Involontariamente illuminante è l'’implicita ammissione dello stesso Meucci che, nell’estate del 1865, appresa la notizia del telefono di Manzetti scrisse: “Io non posso negare al sig. Manzetti la sua invenzione...” “… e unendo le due idee si potrebbe più facilmente arrivare alla certezza di una cosa così importante”.

Questo significa essenzialmente due cose:

a) mentre la notizia di Manzetti aveva varcato addirittura l’oceano, Meucci era ancora intento a fare esperimenti in proprio (e in effetti la prima “uscita ufficiale” del suo telefono è datata dicembre 1871, sei anni più tardi!). La descrizione che Meucci fece nel 1865 del suo prototipo, peraltro, lo rivelava qualitativamente inferiore a quello del suo connazionale di Aosta.

b) Meucci non doveva aver ancora trasformato la sua idea in qualcosa di concreto, se coglie l’occasione per rivolgere una sorta di invito al Manzetti di unire le due idee al fine di arrivare ad una certezza di una cosa così importante. Ma il valdostano a quel tempo aveva già fornito la dimostrazione pubblica del funzionamento del suo telefono.

 

3) La morte prematura di Manzetti e l'impotenza dei suoi eredi

Manzetti morì un solo anno dopo il brevetto di Bell, lasciando la moglie in uno stato di indigenza non indifferente e senza figli viventi. La Valle d’Aosta, a quei tempi, era terra tutt’altro che ricca e ospitale e i suoi abitanti avevano ben altri problemi che interessarsi dell’eventuale ritorno economico del telefono.

Manzetti quindi non ebbe il tempo materiale né di rendersi conto dell’enorme risvolto economico che la sua invenzione avrebbe potuto procurare, né ovviamente di avanzare una qualsiasi rivendicazione nei confronti dell’impero americano che in quegli anni andava creando Bell. E i suoi eredi, anch’essi poverissimi, non poterono fare molto di più; anzi, l’unica cosa che decisero di intraprendere (cedendo tutto all'americano Eldred) fu poi la causa reale che ha relegato nell’oblìo il nome di Manzetti.

 

4) Il telefono Manzetti - Nigra

 Il telefono Manzetti non è da considerare una realtà virtuale che visse solamente nelle pagine dei giornali dell'epoca e nei racconti appassionati dei molti testimoni. L'apparecchio telefonico dell'inventore valdostano venne infatti concretamente realizzato e utilizzato anche nel nostro Paese. Fin dal 1884, infatti, dallo “Stabilimento Meccanico di Applicazioni Elettriche G. Nigra” di Torino veniva commercializzato un telefono costruito sulla scorta dei progetti di Manzetti. Il modello (che ricevette numerosi premi alle Esposizioni Internazionali) era utilizzato a Ferrara (con 160 abbonati), Pavia, Alessandria, Torino (il Municipio lo utilizzò nei servizi dei pompieri e della polizia in 80 stazioni) ed in altre numerose località più piccole (Collegno, Fossano, ecc...).

Da ciò si desume che Manzetti non aveva creato soltanto un prototipo, ma un vero e proprio telefono elettrico funzionante.

 

5) La truffa dell'americano Eldred

La vicenda Eldred, i cui reali contorni cominciano ad apparire chiari solamente oggi, a quasi 150 anni dal "fattaccio", è illuminante. Questo americano che riuscì a carpire tutti i progetti, disegni, modelli e soprattutto i diritti di esclusiva del telefono Manzetti in cambio di un'enorme somma di denaro promessa ma mai pagata, in sostanza è colui che brevettò il telefono del valdostano. Le descrizioni del brevetto di Eldred, registrato in maniera a dir poco sospetta appena rientrato da Aosta, appaiono del tutto simili a quelle che erano state fatte del telefono Manzetti nel 1865. E le vicende che seguirono lasciano sempre meno dubbi. Il nome del valdostano e i suoi indiscutibili meriti nell'invenzione, infatti, dovevano essere venuti alla luce anche in America, visto che un autorevole procuratore di Washington come Tanner si mosse al fine dichiarato di far riconoscere anche negli Stati Uniti il valdostano come il vero inventore del telefono.

Iniziative che purtroppo non hanno avuto esito.

Al di qua dell'oceano, infatti, ormai nessuno aveva la possibilità di continuare una battaglia dagli esiti quantomai incerti (soprattutto sotto il profilo economico). Manzetti era morto da diversi anni (senza lasciare figli viventi), la moglie e i suoi fratelli avevano gravi problemi economici e non potevano certo pensare di lottare contro sconosciuti colossi finanziari americani. L'amico Bérard, infine, sarebbe mancato di lì a pochi anni, nel 1889.

In America, invece, tutte le battaglie giudiziarie mosse contro l'impero economico di Bell lasciarono molti feriti sul campo (tra cui Antonio Meucci). Come poteva, allora, pensare di emergere il nome di uno sconosciuto Manzetti, privo di alcun reale sostenitore? E privo ormai di alcun interesse economico?

Un pronunciamento contrario ai diritti di Bell da parte di un tribunale statunitense avrebbe poi significato il tracollo economico delle sue compagnie, con conseguenze enormi anche dal punto di vista sociale. Chi mai si sarebbe preso una tale responsabilità solamente per amore della verità scientifica?

 

6) Le preferenze pro-Meucci della storiografia ufficiale

Nella storia italiana il nome di Manzetti è sempre passato in secondo piano rispetto a quello di Meucci. Il fiorentino, infatti, era emigrato all’estero per motivi politici, era amico di Garibaldi e, in quei primi anni di unità dell’Italia, incarnava alla perfezione l’immagine romantica del povero patriota italiano costretto a riparare all’estero dagli eventi pre-unitari. Un geniale inventore costretto ad emigrare in America e colà truffato dai potenti interessi economici statunitensi – e a causa di questo morto in povertà – rappresenta certamente una figura molto più suggestiva e difendibile.

Manzetti, invece, abitava in una regione periferica di lingua francese (idioma in cui si esprimeva lo stesso inventore valdostano), definita in quei tempi “di cattivo esempio” per il nascente Stato italiano. Manzetti, oltretutto, era molto vicino agli ambienti cattolici (i suoi più accesi sostenitori provenivano da ambienti di Chiesa) ed è risaputo che in quegli anni di accesa contrapposizione tra Stato e Chiesa i rapporti tra il mondo cattolico e quello liberale erano tutt’altro che idilliaci.

Questi possono a prima vista apparire come motivi irrilevanti, incapaci di offuscare I reali meriti di un genio come Manzetti. A ben vedere, invece, sono queste le ragioni che hanno impresso alla storiografia un cammino del tutto favorevole a Meucci, sostenuto poi nel XX secolo anche dalla forte comunità italiana presente negli Stati Uniti.

 

 

 Come si vede la difesa della priorità dell’invenzione di Manzetti ha interessato non poche personalità di spicco nel corso della storia.

E’ quindi ora che venga ristabilita la verità dei fatti, restituendo a questo genio italiano i giusti onori che ha dimostrato di meritare.

Mauro Caniggia Nicolotti                                                                                                                            Luca Poggianti

 

  A cura di:  Centro Studi De Tillier, viale Federico Chabod, 62 - 11100 Aosta - Italy.

 

Copyright(c) 2007 Mauro Caniggia Nicolotti & Luca Poggianti. Tutti i diritti riservati.
telefono@innocenzomanzetti.it