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Innocenzo ManzettiLa truffa dei "due americani"
La strada che conduce all'invenzione del telefono è lastricata da commiserazioni per gli inventori spogliati del frutto del loro lavoro, da lunghi processi di rivendicazione, da ingegnosi inventori "talmente dotati" che, in un batter d'occhio, hanno approntato ottimi telefoni saltando a piè pari anni di studio e di ricerca, nonché da scaltri individui capaci di carpire con avidità i risultati di altri colleghi. Tra i tanti esempi di astuzia non si può non rammentare proprio quello che vide protagonisti gli inventori Antonio Meucci e Alexander Graham Bell. L'americano raggirò il collega italiano brevettando (1876) un apparecchio telefonico identico a quello progettato da Meucci, i cui stessi disegni scomparvero stranamente tempo prima. Malgrado le sue numerose azioni di rivendicazione, nulla o poco cambiò in favore di Meucci e da allora il nome Bell è portavoce di diverse compagnie e società che si occupano di telecomunicazioni e di informatica. La filibusteria americana non si arrestò a quel clamoroso episodio.... Spionaggio industriale o ... raggiro? Nel 1880 (tre anni dopo la morte di Manzetti), gli eredi di Innocenzo (la moglie Rosa e il fratello Luigi) furono vittime di quello che appare come un autentico raggiro. Il 7 febbraio di quell’anno giunsero ad Aosta due stranieri che convinsero gli eredi a cedere loro tutti i progetti ed i prototipi del telefono, promettendo in cambio una somma favolosa per quegli anni. Si parlava di 10.000 franchi dell'epoca, circa 36.000 euro attuali, un'enormità per le condizioni di vita di allora. Denaro che però sarebbe stato corrisposto allorché la Corte degli Stati Uniti avesse riconosciuto Manzetti come il vero inventore del telefono; fatto che, garantirono i due, si sarebbe ottenuto senza alcun problema… Ma chi erano questi due stranieri giunti nella lontana Aosta? Mentre uno dei due, Max Meyer, era un banchiere tedesco che forse doveva apparire come garante finanziario dell’operazione, l’altro, è forse la figura più inquietante della vicenda. Trattasi dell'americano Horace H. Eldred, nominato presidente della Bell Telephone Company del Missouri nemmeno due mesi prima! Tra l’altro ad Aosta Eldred si presentò con una lettera di raccomandazione da parte dell’Ambasciatore statunitense in Italia, Marsh, che proprio intorno al 1864 viveva alle porte della Valle d’Aosta, dove si occupava di scienze… Ragioniamo ora sulla cronologia di quelle settimane. Il 19 dicembre 1879 Heldred assume la carica di Presidente della Bell Telephone Company per il Missouri. Probabilmente pochi giorno dopo, passate le festività natalizie, parte per l'Europa, considerato che agli inizi di febbraio era già ad Aosta. A quell'epoca, infatti, ci volevano non meno di quindici giorni di nave dall'America al Vecchio Continente e, poi, diversi giorni di viaggio per raggiungere la Valle d'Aosta da qualsiasi porto europeo... Ciò dimostra come Eldred e la sua azienda avessero una certa premura nel sistemare l'affaire Manzetti! L'americano, come raccontano i cronisti dell'epoca - dato che la notizia non sfuggì alla carta stampata - giunse in città e, giusto il tempo di scendere dalla carrozza, sbrigò tramite notaio tutti gli atti formali che gli permettevano di entrare in possesso dei documenti e dei prototipi dello "scomodo" inventore valdostano. Dopo Aosta le strade dei due si separarono. In barba a tutto e a tutti, Eldred poche settimane dopo si trovava già in America dove brevettava una “miglioria” del sistema telefonico: era il 14 aprile del 1880… e il materiale utilizzato era con tutta probabilità quello di Manzetti, la cui portata, dunque, era ancora rivoluzionaria tanti anni dopo… (i disegni allegati al brevetto Eldred sembrano ricalcare esattamente le descrizioni fatte nel 1865 dell’invenzione di Manzetti…). °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Ciò che è certo, comunque, è che tutti gli elaborati esistenti sul telefono di Manzetti presero la via degli Stati Uniti: manoscritti, disegni, prototipi, articoli e trattati scientifici. Privando la storia della prova materiale della sua invenzione. E lasciando gli eredi di Manzetti con un pugno di mosche in mano. Sempreché tutto questo materiale non venga nuovamente alla luce…
Estratto dell'atto notarile del 7 febbraio 1880 A cura di: Centro Studi De Tillier, viale Federico Chabod, 62 - 11100 Aosta - Italy. |
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