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Innocenzo Manzetti


Chi era

Un artista
Molto attivo ed intraprendente, Innocenzo Manzetti possedeva una particolare inclinazione per le arti meccaniche che gli assorbiva la maggior parte del suo tempo libero. Sperimentava di continuo i suoi ritrovati, ma le sue condizioni economiche non gli permettevano quasi mai il completamento definitivo delle sue opere. L'amico Edouard Bérard, canonico teologale della Cattedrale di Aosta, in un suo appunto scrisse le seguenti considerazioni sull'amico:
"...Mio caro Manzetti, inizi molte cose, ma faresti meglio a seguirne una sola e portarla a termine..." L'inventore gli rispose: "...Sotto un certo punto di vista hai ragione, ma tu sai bene che, a causa della mia povertà e dell'indifferenza del governo per gli artisti come me, non potrò mai giungere alla fortuna che mi è necessaria per terminare come si deve una delle mie macchine. Lavoro per la mia soddisfazione e per divertirmi...".

Il periodo della giovinezza
Innocenzo Manzetti dimostrava inclinazione per gli studi e non sembrava ricercare i giochi e i divertimenti che accomunavano i giovani della sua età. Nei momenti liberi s'ingegnava infatti a costruire modellini di case, di ponti, ecc..., o si dedicava agli strumenti musicali, che tanto lo interessavano. Frequentò le scuole dei Fratelli della Dottrina Cristiana e successivamente il Real Collegio di Aosta (oggi conosciuto sotto il nome di "ex-convento di Saint-Bénin") gestito dai padri della Compagnia di Gesù. Con il passar del tempo il suo amore per lo studio lo indirizzò verso la scienza e non verso il latino, al quale l'avevano dapprima avviato i genitori. I suoi compagni ricordavano che dimostrava più interesse per le scienze positive, per le arti meccaniche che per le lingue. Non dimostrava affatto problemi scolastici, anzi, denotava una naturale predilezione per i calcoli algebrici. A dire il vero però l'amico Edouard Bérard riferisce che l'interesse di Manzetti per la meccanica faceva sì che talvolta trascurasse
i suoi doveri scolastici perché la maggior parte del suo tempo era assorbito dai lavori manuali che faceva per passione, per procurarsi delle risorse che suo padre non poteva fornirgli e che consacrava alla fabbricazione di meccanismi sorprendenti. Sovente mi pregava di dettargli il compito che doveva portare al professore.

Terminati gli studi aostani, i genitori lo inviarono a Torino affinché potesse completare gli studi scientifici e conseguire il diploma di geometra. Nel capoluogo piemontese si manteneva agli studi impartendo lezioni di lingua francese e di matematica, eseguendo diverse ripetizioni o mediante altri piccoli lavoretti. Tutto ciò gli permetteva anche, una volta superati gli esami, di ritornare ad Aosta. In città trovò un impiego vantaggioso presso l'Ufficio del Genio Civile Divisionale, incarico che però non mantenne a lungo in quanto gli impediva di esercitare contemporaneamente la professione di geometra. Intanto, durante il tempo libero, anzichè frequentare amici e conoscenti, Manzetti si dedicava alla ricerca e alla sperimentazione scientifica.

 

La sua ultima abitazione
Innocenzo Manzetti nel 1874 acquistò un appezzamento di terreno nell'attuale via Xavier De Maistre, dove fece edificare la casa che ancora oggi fa bella mostra di sé. La particolarità è che l'edificio fu costruito impiegando un particolare tipo di cemento idraulico inventato dal Manzetti stesso. Purtroppo riuscì ad abitare nella casa solamente pochissimi anni, ma questa fu la residenza della vedova Manzetti Rosa Anzola fino alla fine dei suoi giorni, nel 1914. Sulla facciata dell'edificio oggi si trova affissa la targa commemorativa dedicata all'inventore valdostano inaugurata il 5 luglio 1886, in occasione dell'apertura del collegamento ferroviario Ivrea - Aosta avvenuta il giorno precedente.

La lapide, creata su iniziativa dell'Associazione della Industria Meccanica Arti e Affini di Torino, fu inaugurata alla presenza di alcuni parlamentari dell'epoca - tra cui l'onorevole Boselli in rappresentanza del Ministro Genala - e affissa sotto i portici del Municipio di Aosta. Qui rimase a ricordare ai valdostani il valore di Manzetti fino al 1935, quando fu spostata e affissa sopra il portone di ingresso della sua casa posta al n° 32 di via Xavier De Maistre.

Questo il testo riportato sulla targa commemorativa:

 

A Innocenzo Manzetti

ideatore ed esecutore nell'anno 1864

del primo apparecchio telefonico

inaugurandosi nel 1886 la linea ferroviaria

amplesso dell'Italia alla vetusta Aosta

l'Associazione delle industrie meccaniche ed arti affini di Torino

 

 

 Immagine attuale della casa di Manzetti in via Xavier De Maistre, nel centro cittadino di Aosta.

Sopra il portone di ingresso, la targa commemorativa a lui dedicata ricorda al passante la sua opera meritoria

 


 


 Rara immagine di profilo dell'inventore valdostano

 

 

 A cura di:  Centro Studi De Tillier, viale Federico Chabod, 62 - 11100 Aosta - Italy. E-mail: lupoggianti@tiscali.it

 

 

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